DeuSens e la memoria romana di Calahorra
DeuSens ha sviluppato i contenuti audiovisivi di una sala immersiva permanente a Calahorra, dedicata a ricreare la storia romana della città. L'incarico ha coperto la direzione artistica, la sceneggiatura narrativa e l'intera produzione audiovisiva di un'opera che attraversa duemila anni di storia in appena dieci minuti.
Il progetto è nato con un obiettivo chiaro: trasformare il passato romano di Calagurris in un'esperienza sensoriale, lontana dai pannelli informativi tradizionali, capace di portare il visitatore tra le strade, le terme e il circo della città antica.
Una sala pensata per avvolgere
La sala è stata concepita come uno spazio di proiezione continuo che avvolge il visitatore, in modo che il contenuto scorra da una parete all'altra senza interruzioni percettibili. Ogni scena è stata pensata perché lo sguardo dello spettatore potesse muoversi liberamente nello spazio senza perdere il filo della narrazione.
Questa continuità ha richiesto una sincronizzazione millimetrica tra i diversi punti di vista, così che l'azione che inizia su una parete prosegua in modo naturale su quella successiva, rafforzando la sensazione di essere dentro la scena e non davanti a essa.
Quintiliano come guida nel tempo
La narrazione è affidata alla voce di Marco Fabio Quintiliano, il celebre oratore nato a Calahorra, che accompagna il visitatore dalle origini celtibere della città fino al suo splendore come municipium romano. Il suo racconto in prima persona apre le porte al foro, alle mura, all'acquedotto e alle strade che collegavano Calagurris al resto dell'impero.
Il percorso si sofferma sugli spazi più rappresentativi della vita romana: il circo e il fervore delle corse delle quadrighe, l'intimità delle domus aristocratiche e il rituale sociale delle terme, fino ad arrivare al ritrovamento della Dama di Calahorra, chiudendo con un ponte visivo tra la città antica e quella attuale.
Realismo tra il reale e il ricreato
L'opera combina immagini e video reali girati a Calahorra con scene tridimensionali create in Blender, replicando la disposizione della sala per far convivere entrambi i linguaggi visivi senza frizioni percettibili. La direzione artistica ha curato ogni texture, luce e proporzione perché la ricostruzione romana risultasse credibile anche nei primi piani.
Il risultato è un'esperienza che invita i visitatori a tornare per le strade di Calahorra con uno sguardo diverso, consapevoli che sotto il tracciato attuale continua a pulsare l'impronta di Calagurris.
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