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San Juan de la Peña | HUB Immersivo VR, AR e IA per il Monastero

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Il Governo d'Aragona promuove la digitalizzazione del patrimonio culturale della regione attraverso Turismo de Aragón, investendo in esperienze innovative che connettano i visitatori con la ricchezza storica e naturale del territorio aragonese.
OBIETTIVO RAGGIUNTO
Trasformare l'esperienza del visitatore al Monastero di San Juan de la Peña attraverso un HUB tecnologico immersivo che integri VR, AR, avatar con IA conversazionale e un photocall interattivo in quattro lingue, connettendo la storia millenaria del monastero con la tecnologia più attuale.

Mille anni di storia sotto la roccia: un monastero che aveva bisogno di un nuovo modo di essere raccontato

Il Real Monastero di San Juan de la Peña nacque nel X secolo al riparo di una roccia colossale nei Pirenei aragonesi. Primo pantheon reale dei Re d’Aragona, tappa del Cammino di Santiago e — secondo la tradizione — custode del Santo Graal per oltre tre secoli. Quando l’incendio del 1675 ne divorò le mura, i monaci benedettini costruirono un nuovo monastero barocco sulla piana di San Indalecio, progettato dall’architetto saragozzano Miguel Ximénez. Oggi il Monastero Nuovo ospita centri di interpretazione, un hotel e migliaia di visitatori ogni anno. Ma le storie più potenti di questo luogo — i monaci copisti, le cerimonie reali, i pellegrini — non stanno in una vetrina né si leggono su un pannello. Dovevano prendere vita.

DeuSens ha progettato un ecosistema tecnologico completo che trasforma ogni angolo del monastero in un palcoscenico interattivo. Un monaco virtuale con intelligenza artificiale dà il benvenuto. Un’app con realtà aumentata trasforma pietre centenarie in finestre sul passato. I visori PICO 4 Ultra trasportano il visitatore nella vita monastica del XVII secolo. E un photocall interattivo chiude l’esperienza trasformando il visitatore in protagonista della storia. Tutto in quattro lingue — spagnolo, inglese, francese e tedesco — perché il monastero parli la lingua di chiunque lo attraversi.

Un monaco che aspetta la tua visita da secoli: avatar con intelligenza artificiale

La visita inizia con una conversazione impossibile. Nel vestibolo del monastero, il nostro Alice Assistant prende vita come un monaco benedettino iperrealistico su uno schermo tattile a grandezza naturale. Non è un video: il monaco ascolta, riflette e risponde. Chiedigli della leggenda del Santo Graal e te la racconterà con la sicurezza di chi l’ha vissuta. Basta premere il pulsante bambini e il suo tono cambierà: più caldo, più giocoso, pieno di curiosità pensate per accendere l’immaginazione dei più piccoli. Quattro lingue, due personalità, zero copioni preregistrati.

Lo stesso monaco viaggia poi nella tasca del visitatore. Integrato come avatar web nell’app di percorsi, risponde via testo e voce in meno di due secondi da qualsiasi smartphone o tablet. Sei davanti alle scuderie e vuoi sapere come funzionavano? Chiedi. Tuo figlio vuole sapere cosa mangiavano i monaci? L’avatar adatta la risposta alla sua età e alla sua curiosità. È una guida che non si stanca, non si ripete e ha sempre qualcosa di nuovo da raccontare — perché dietro c’è un’intelligenza artificiale addestrata sulla storia reale del monastero.

Pietre che parlano: realtà aumentata per vedere ciò che il tempo ha nascosto

Punti il telefono verso il refettorio e lo vedi com’era nel XVII secolo: i monaci mangiano in silenzio mentre uno legge ad alta voce da un leggio. Cammini verso le scuderie e i cavalli prendono vita tra le mura di pietra. Accanto al forno, un panettiere lavora l’impasto come ogni mattina da quattro secoli. Dieci scene in realtà aumentata distribuite lungo il percorso trasformano la visita al monastero in un viaggio nel tempo dove ogni pietra ha qualcosa da insegnare — dalla ricostruzione del Santo Graal che fluttua su un piedistallo virtuale a un medico erborista che assiste i pellegrini del Cammino di Santiago.

Ma l’app non mostra soltanto: guida. Una mappa interattiva con audioguide accompagna il visitatore per tutto il complesso, attivandosi all’avvicinarsi a ogni punto chiave. Quattro percorsi distinti adattano l’esperienza al profilo del visitatore: un’immersione accademica per chi cerca rigore storico, una versione essenziale per il visitatore generale e due itinerari per bambini — uno esteso e uno express — che trasformano il monastero in un terreno d’esplorazione. Tutto generato on-premise, in quattro lingue, con la possibilità per il monastero di ampliare e modificare i contenuti per anni senza dipendere da nessuno.

Chiudi gli occhi e riaprili nel X secolo: realtà virtuale con PICO 4 Ultra

La sala di realtà virtuale è dove la visita smette di essere visita e diventa viaggio. I visori PICO 4 Ultra trasportano il visitatore all’interno del monastero vecchio — quello scavato sotto la roccia — nel suo periodo di massimo splendore. Le cerimonie dei monaci benedettini, la vita quotidiana nel chiostro romanico, i momenti che hanno trasformato questo luogo nel pantheon reale del Regno d’Aragona: tutto renderizzato in 3D interattivo dove il visitatore non osserva soltanto, ma indica, sceglie e scopre al proprio ritmo.

Tre versioni della narrazione adattano intensità e linguaggio al pubblico: un racconto infantile con visual caldi, una versione generalista che bilancia intrattenimento e divulgazione, e un taglio accademico per chi vuole sentirsi dentro un documentario di storia. E prima di andarsene, il nostro FunMirror permette al visitatore di diventare monaco, pellegrino o Re d’Aragona — portando a casa un ricordo digitale da condividere sui social.

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