HIPEREXPERIENCIA

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Ologramma Interattivo di Horacio Echevarrieta — Palacio Munoa, Barakaldo

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INSTALLAZIONI INTERATTIVE
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Il Comune di Barakaldo ha promosso il recupero patrimoniale del Palacio Munoa, ex residenza della famiglia Echevarrieta, trasformandolo in uno spazio culturale e turistico aperto alla cittadinanza. La tenuta conservava un forte valore simbolico legato all'epoca industriale di Barakaldo, e l'amministrazione ha voluto trovare un modo per avvicinare questa storia ai visitatori fin dal primo momento della visita.
OBIETTIVO RAGGIUNTO
Dare voce a Horacio Echevarrieta all'ingresso del palazzo per introdurre la sua figura, la storia dell'edificio e la sua eredità industriale, fungendo da preludio narrativo alla escape room in realtà virtuale situata nei garage della stessa tenuta.

Un ologramma che restituiva la voce a Horacio Echevarrieta

All'ingresso principale del Palacio Munoa, a Barakaldo, un ologramma interattivo accoglieva i visitatori con la figura di Horacio Echevarrieta, uno degli ultimi proprietari della tenuta. L'opera è stata pensata come complemento narrativo: un'introduzione o una chiusura per chi viveva, prima o dopo, la escape room in realtà virtuale installata nei garage della stessa proprietà, dedicata alla storia dell'estrazione e della produzione di ferro e acciaio durante l'epoca industriale della città.

Il Comune di Barakaldo ha scelto la Hiperesperienza di DeuSens per questo progetto, puntando su un ologramma interattivo capace di combinare proiezione olografica, fotogrammetria e narrazione bilingue in un unico spazio patrimoniale. La tecnologia olografica ha dato presenza fisica a un personaggio storico in un punto dove prima c'era solo un pannello informativo.

Il progetto è partito dalla fotogrammetria di un busto reale di Horacio Echevarrieta, situato nel parco della tenuta Munoa. Da quel modello è stata generata la figura olografica che "prendeva vita" davanti ai visitatori, mantenendo un legame visivo diretto tra il monumento fisico del giardino e l'esperienza olografica all'interno del palazzo, rafforzando la sensazione di trovarsi davanti allo stesso Echevarrieta e non a una ricostruzione generica.

Una conversazione guidata dal visitatore, in due lingue

L'interazione avveniva tramite un tablet con pulsanti su schermo che attivavano la proiezione olografica e la relativa risposta narrata: ogni visitatore sceglieva cosa chiedere e l'ologramma rispondeva con una voce narrante professionale registrata in spagnolo e basco. Questo formato domanda-risposta permetteva percorsi diversi in base agli interessi di ciascuno, senza dipendere da un copione lineare.

Il bilinguismo non era un elemento secondario, ma una decisione centrale del progetto: rifletteva l'identità linguistica di Barakaldo e garantiva che l'esperienza fosse accessibile a tutti i visitatori, locali e non.

Echevarrieta, testimone della propria storia

Attraverso sei domande, l'ologramma raccontava in prima persona chi fosse Horacio Echevarrieta, il suo arrivo al palazzo nel 1955 e il rapporto con la sorella Amalia. Spiegava inoltre l'origine dell'edificio stesso, costruito da Juan Echevarría La Llana e ampliato nel 1916 dall'architetto Ricardo Bastida, che aggiunse le torri, i corpi laterali e la scala imperiale che oggi definiscono il palazzo.

Il racconto continuava con la sua carriera imprenditoriale: le miniere di ferro, il suo ruolo nello sviluppo immobiliare dell'ensanche di Bilbao, della Gran Vía di Madrid e della metropolitana di Barcellona, la sua presenza sulla stampa attraverso El Liberal, e il suo impulso a settori come la radio, l'aviazione — con Iberia — e l'energia elettrica, all'origine di quella che oggi è Iberdrola.

Dai cantieri navali di Cadice al sommergibile E1

L'ologramma raccontava anche un lato meno noto di Echevarrieta: l'acquisizione e il rilancio dei cantieri navali di Cadice, da cui uscirono navi come la Juan Sebastián de Elcano e il sommergibile E1. Questo impegno gli fece guadagnare il titolo di Figlio Predilecto di Cadice, un riconoscimento che l'ologramma stesso condivideva con i visitatori.

Il racconto collegava così diversi punti della geografia spagnola — Barakaldo, Bilbao, Madrid, Cadice, Barcellona — attraverso un'unica carriera imprenditoriale, mostrando la portata reale della sua attività al di là del Paese Basco.

Amicizie di un'epoca e una visione in anticipo sui tempi

Tra le domande più personali, l'ologramma affrontava il rapporto di Echevarrieta con figure dell'epoca come Alfonso XIII, il suo ruolo nella liberazione dei prigionieri dopo il disastro di Annual, il rapporto con Abd el-Krim e l'amicizia con Indalecio Prieto, offrendo uno sguardo sulle connessioni politiche e sociali della Spagna di inizio Novecento.

Il percorso si chiudeva con la sua capacità di innovazione e diversificazione industriale, una visione oggi simboleggiata dal satellite SATLANTIS che porta il suo nome, e che l'esperienza stessa paragonava al parallelismo con Quarto Potere: la vita di un uomo che andava ben oltre qualsiasi singola etichetta.

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